[wild citofono]
Presi da lavori e vacanze stiamo producendo pochi post. Ma, come si dice, meglio la qualità che la quantità. Vi lasciamo fino a settembre in compagnia di una citofonata storica. Quella notte del 1992 il ballerino Guicciardino cercava le sue preziose scarpette e la sua aderente tutina, purtoppo non gli furono mai restituite. Da questa citofonata prende il nome il nostro blog, scoprirete perché. Buon agosto a tutti.
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[wild citofono]
Quella notte del ‘92 il signor Scapone non riusciva proprio a ricordare chi fossero quei suoi due cari amici al citofono, dopo la mezzanotte. Sarà stato il sonno, il freddo, ma sono cose che capitano. Gildo e Berengario se la presero un po’ a male. Speriamo solo che si siano ricongiunti nei giorni successivi.
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[wild people]
Bill Hicks nacque in Georgia nel 1961, dopo pochi anni si trasferì in Texas, territorio del quale venne spesso accusato dai detrattori di essere uno stereotipo vivente. In Italia è stato blandamente rievocato dalle cronache recenti in seguito alla seconda epurazione di Luttazzi dalla televisione per la battuta su Giuliano Ferrara nella vasca, ripresa proprio da un monologo di Hicks a spese del giornalista Rush Limbaugh.
Hicks, con il suo formidabile talento e la sua corrosiva satira nei confronti della religione, della politica, del marketing e della vita presa troppo sul serio, divenne rapidamente un’icona indiscussa e maledetta nonché un opinion-leader scomodissimo. Gli epigoni e gli ‘ispirati’ dal suo stile si sprecarono e si sprecano ancora oggi. Da buon bravo e dannato non si fece mancare abusi di sostanze stupefacenti ed eccessi legati ad alcol e fumo. Morì di cancro a soli trentatré anni, nel 1994. Rimane il rimpianto di non aver potuto ascoltare l’ironia di Bill sui fatti successivi alla sua scomparsa, come l’11 settembre, la politica di Bush etc. Gli sopravvivono per fortuna le sue opere ed il suo sito web.
Qui un pezzo di Hicks sui Cristiani e sul ritorno di Cristo. Memorabile la battuta sul fatto che i Cristiani usino portare al collo ed esibire ovunque una croce: “Se Cristo tornasse, pensate davvero che gli farebbe piacere vedere una fottuta croce?.. Come se per ricordare Kennedy, ci mettessimo al collo un bel fucile..”
Ancora un suo intervento sulla religione, sul creazionismo e sui dinosauri, tratto da uno spettacolo tenuto a Londra.
Infine il pezzo tratto dallo stesso show che riassume la filosofia di Hicks, Life is a Ride, La vita è solo una breve corsa. E lui purtroppo ne è stato la prova.
[intercettazioni]
Questa volta le scorie umane si lasciano andare ad una gara degna delle loro levature morali. Spartaco il romano e il solito Peppino si sfidano in una gara telefonica di autoerotismo. Il bollino rosso qui sotto vi ricorda che i contenuti sono intesi per un pubblico adulto e che la volgarità del pezzo potrebbe turbare la vostra sensibilità.
[wild tv]
La bella sigla di Boris 2firmata dagli Elio. La divertente e seguitissima fuori-serie italiana in onda su FOX che prende in giro il mondo della fiction quest’anno vede la preziosa new entry di Corrado Guzzanti. La squadra di Boris è degna di nota, Francesco Pannofino (la voce di Clooney, per intenderci) nei panni del buffo regista René Ferretti, Antonio Catania è Diego Lopez il delegato di produzione, Pietro Sermonti è Stanis il divo, Carolina Crescentini è Corinna l’attrice cagna, Alessandro Tiberi è lo stagista sfigato, Caterina Guzzanti è l’assistente alla regia, e molti bravissimi altri. Boris narra le avventure di una troupe e di una produzione sgangherata alle prese con una squallida fiction, Gli occhi del cuore. La regia e la sceneggiatura sono curate da Mattia Torre, Giacomo Ciarrapico e Luca Vendruscolo. Il blog ufficiale della serie è qui.
[wild people] George Carlin, newyorkese classe 1937, voce graffiata e presenza scenica per unostand-up comedian di razza. I pezzi duramente irrisori del sistema americano, della religione, dei costumi e delle tradizioni del paese a stelle e strisce, hanno causato al vecchio George non pochi guai durante la lunga carriera. Icona della comicità americana, considerato secondo solo al sommo Lenny Bruce, Carlin è negli ultimi tempi più graffiante e scalciante che mai. E’ apparso anche in una puntata dei Simpson nei panni di un vecchio Hippie. Proponiamo qui un suo pezzo memorabile sulla ‘attendibilità’ della religione: Religion is bullshit, letteralmente: la religione è una stronzata.
Aggiornamento del 25/06/2008: Il grande Carlin si è purtroppo spento il 22 Giugno scorso, venti giorni dopo questo post a lui dedicato. Qui la notizia.
[wild web] Bill O’Reilly, classe 1949, è un celebre giornalista televisivo americano. Dalla CBS degli anni ottanta alla attuale FOX News, sono numerosi i suoi programmi di approfondimento politico e notizie. Degno di nota il suo O’Reilly Factor, un appuntamento tuttora seguito da milioni di americani. Conservatore, cattolico, supporter della politica dei Bush, è da sempre facile preda di caricature ed attacchi ad opera di comici, colleghi e telespettatori. In questo video del secolo scorso gustiamo un capelluto O’Reilly perdere le staffe in seguito a malintesi con il tecnico di studio
Il pezzo è esilarante e ricorda sotto molti aspetti il nostro mitico ed inarrivabile Germano Mosconi. Anche negli states, come è successo per Germano, la clip diviene rapidamente un fenomeno virale e gli utenti cominciano a liberare la loro creatività rieditandola e conferendole nuova vita.
Jerry Ascione qui monta un divertente dialogo calandosi genialmente nel personaggio del tecnico di studio.
Poi qualcuno scopre che i ‘testi’ e la voce di Bill si prestano per un perfetto remix da ballare in discoteca e crea un piccolo capolavoro. Complimenti all’autore.
[wild people]
Pricasso è senza dubbio un genio del nostro tempo. Nella sua bizzarra villa nel Queensland australiano realizza opere pittoriche a dir poco uniche. Paesaggi, ritratti, nudi, nature morte, leader politici, non c’è soggetto che possa sfuggire al suo pennello. A proposito, Pricasso non usa un normale pennello ma si avvale esclusivamente del suo pene e di vernici non tossiche.
Gustatevelo pure al suo indirizzo web: www.pricasso.com, volendo comprare una sua opera a distanza potrete mandargli una mail con la vostra foto e lui, gettate le mutande, provvederà alla realizzazione e alla spedizione con tanto di video.
Ah, osservando l’aspetto del sito web, sospettiamo che il webdesigner abbia utilizzato la stessa tecnica.
[intercettazioni]
Continua la rassegna di intercettazioni telefoniche dalla radio degli anni ‘90, ancora due scorie umane a colloquio: Vito il siciliano e Renato il settentrionale. Si raccontano avventure di pesca, tra minacce, scommesse, violenze a persone e danni all’ecologia. Occhio sempre ai contenuti volgari. Buon ascolto.
[wild blogs]
Torna Wild Blogs. Il misterioso Chinaski77 è l’autore di un blog a nostro avviso geniale: Come diventare il mio cane, sottotitolo: la religione della scimmietta.
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Il pedone è lì pronto a morire e il pezzo ha un’anima suicida. Si pensi ad esempio alla promozione. Non c’è niente negli scacchi di più nobile ed eroico della promozione di pedone. Il pedone procede mano nella mano con qualche altro pedone suo amico per tutta la scacchiera, una mossa dopo l’altra, ogni due minuti rischia di essere trucidato, ma qualcuno alla fine resiste, entra nel territorio avversario, se la fa sotto, stringe i denti, arriva finalmente a destinazione e che cosa? Muore. Muore e scompare dal tavolo e finisce nella montagnola di cadaveri lì a fianco, lasciando il posto a un pezzo più importante (lo sono tutti). È un po’ come un giocatore di calcio che si fa tutto il campo scartando tutti i giocatori avversari, compreso il portiere, poi viene atterrato sul più bello e l’arbitro fischia il rigore. A quel punto l’allenatore lo sostituisce, entra un brasiliano, segna e poi fa il giro di campo con la Coppa del mondo. Oppure, allo stesso modo, è come fare una corte spietata alla donna di cui siete innamorati. La invitate a cena e lei accetta. La invitate a salire e lei accetta. La invitate a spogliarsi e lei accetta. Poi entra un vostro amico, vi butta giù dal terrazzo e se la scopa. E lei accetta.
[wild web]
Il bello forse è che se avesse detto Napoleone invece di Napoletone, e Austerlitz invece di Waterloo, il discorso motivazionale di questo pregevole e incravattato manager sarebbe stato ridicolo lo stesso. (via N.Mattina)
[wild web]
La magnifica sigla de“Il Filmone”, la rassegna dei gloriosi b-movies in onda sul canale FX, 113 di Sky.
Si è beccata con merito uno Sky tv Award per la categoria ‘Migliore scrittura Promo’. E Mei coio.. direbbe il grande Mario Carotenuto (che appare nella clip).
[wild citofono]
Il signor Paone malgrado l’ora tarda si mostrò disponibile all’incontro con l’alieno. E’ un chiaro segno di quanto l’umanità sia pronta al contatto con gli extraterrestri.
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[intercettazioni]
Scusate ma una catena di impegni ha un po’ rallentato l’apporto di contenuti. Rieccoci per gli auguri di fine anno, auguri speciali. L’intercettazione che proponiamo fu realizzata e mandata in onda da una radio nazionale nel 1993, come sentirete più volte dalle voci dei due amici Gennaro e Peppino. Un dialogo che ci ricorda il fragile confine tra amore e odio, un filtro ironico sulla diffusa ipocrisia natalizia. Buon ascolto e buone feste a tutti.
Mr.A, Vavatten Group.
[wild people]
L’audio del cosiddetto discorso del sindaco è diventato oramai un culto dell’internet italico. Ma torniamo indietro nel tempo: era all’incirca la primavera del 1993 quando un amico ci chiamò ed infilò orgoglioso l’audiocassetta del reperto nel suo stereo in macchina. Era la copia del nastro originale, l’aveva ottenuta scocciando un fotografo di matrimoni. Lo trovammo inverosimile, ci chiedevamo chi fosse il genio dietro quella roba. Quando appurammo l’autenticità della cosa non esitammo a mandarlo ripetutamente in radio durante i nostri programmi. Le telefonate dei curiosi si moltiplicavano, il sindaco divenne per un periodo la nostra mascotte e qualche giornalista posò la sua penna su ‘Mr.Affettivamente’. Da quei giorni, di bit ne sono passati nei modem. Una volta digitalizzato, il pezzo si diffuse in maniera virale e raggiunse milioni di utenti. Totem, la trasmissione di radiorai, gli dedicò molte puntate e un dibattito sul forum. Marco Risi lo incluse in una scena di un suo film, recitato da Pappalardo. Antonio Albanese gli fa il verso tuttora con il suo personaggio politico comiziante. Sul web se ne trovano trascrizioni e recensioni. Insomma un discorso celebre ed ispirante quasi quanto quello di Marco Antonio.
Sull’identità dell’oratore si è detto e scritto parecchio, spesso sbagliando e colpendo personaggi del tutto estranei alla vicenda, come l’innocente sindaco di palomonte. Ma ecco la storia vera, secondo la nostra affidabile fonte:
l’uomo del discorso era l’avvinazzato e dichiarato zio dello sposo ad un pranzo di matrimonio svoltosi al ristorante Santa Cruz, tra Battipaglia ed Eboli (SA) nei primi anni ‘90. L’uomo proveniva da poco lontano, la zona tra Palomonte e Oliveto Citra. I suoi parenti, conoscendone la vena creativa in fase ‘alcolica’ lo spinsero al micidiale discorso augurale. Del ristorante, qualche maldicente aveva sparso la voce che fosse un luogo di cattivi incontri ed affari, ecco perché il Nostro si consuma nel plauso al ‘localo che non è un localo come gli altri raccontano’. L’audio venne solo successivamente isolato da una ripresa fatta da una videocamera a spalla, quel ‘nun cia facce chiù’ che si ascolta ad un tratto, è attribuito all’esausto cameraman morto di risate. Quindi udite udite, esisterebbe anche un video del discorso. L’appello è chiaramente al detentore di tale reliquia: se ci sei e ce l’hai, fatti vivo, esci dall’ombra e donala al genere umano in attesa.
[wild web] Torna Gigione sul nostro blog. E’ noto quanto il genio del folk partenopeo sia sensibile ed attento ai fatti dello spirito, celebri le sue ballate dedicate ad apparizioni di madonne e santuari di frati stigmatizzati.
Le partiture di Gigione hanno la giusta autorevolezza per muoversi tra il profano ed il sacro. Nulla gli vieta di passare dalle allegre note della ragazza mangiabanane a quelle della amata figliola Lauretta che si sposa. Nulla lo osteggia nel passaggio dal porno-inno del leccalecca al saluto orante alla madonna di Montevergine. Egli raggiunge in musica il sogno di ogni attore, eccellere nel riso come nel pianto, danzare divertito e ingrifato o raccogliersi in serietà, rimanendo sullo stesso palco.
E’ l’apice di un artista a tutto tondo.
Avendo toccato questi vertici, gli viene naturale la responsabilità di salutare i grandi personaggi del nostro tempo. Caro Papa, cantata in coppia con un compunto Donatello, non è seconda come opera al Cinque Maggio, alle Memorie di Adriano o a Candle in the Wind. Ve la proponiamo con una nota di commozione. Il cappellino indossato dal maestro per l’occasione è testimone di quanto detto, Gigione sacro e profano anche nello stesso istante.